8 marzo.

 

Questa non è mia, ma l'ho presa pari pari da facebook dal profilo di M. Parravicini perchè credo che abbia realmente colto l'essenza dell' 8 marzo, e mi è piaciuto molto il suo pensiero.

 

 

Oggi non vorrei ricevere da nessuno gli auguri per la festa della donna.

In primo luogo il fatto che io viva in un corpo di donna e' del tutto casuale, io non sono il mio corpo: io ho il mio corpo.

In realtà io sono la mia anima.


Non voglio essere inserita in una categoria solo perché è una categoria puramente biologica.

Non credo che esistano persone migliori perché sono donne. Ne' peggiori. Esistono le persone. E le persone possono essere giuste, buone, cattive, crudeli, ignoranti, sensibili o insensibili indipendentemente dal fatto che siano di genere maschile o femminile.

 

Le donne tendono ad identificarsi in una categoria di esseri maltrattati, sfruttati, ingannati o sottovalutati. Ma se qualcuno fa una di queste cose a loro e' anche perché loro lo permettono. Io come persona cerco di non essere maltrattata, sfruttata o sottovalutata. A volte succede indipendentemente dalla mia volontà di subire dei torti e allora mi chiedo cosa ho sbagliato per attirarmi tutto questo. E se davvero non ho sbagliato niente, probabilmente è successo che io abbia semplicemente interagito con un essere umano negativo. In questo caso lo allontano e lo faccio uscire dalla mia vita.


Leggo continuamente dei post che dicono cose tipo: non regalateci le mimose ma smettete di picchiarci, ucciderci e quant'altro.

Smettere di picchiare e uccidere le donne e' sacrosanto.

Ma non è giusto non sottolineare mai che non tutti gli uomini lo fanno, non è giusto non sottolineare mai che esistono moltissime donne che fanno male agli uomini (sempre se bisogna parlare per categorie - a me non piace ma questa parte del discorso lo richiede).


Le donne magari non picchiano e non uccidono perché non fa parte della loro natura o "cultura".

Alcune donne, però, sfruttano, tradiscono, sminuiscono, tolgono l'autostima agli uomini, li rendono degli esseri senza carattere e poi li gettano via.

Alcune donne usano i mariti come un bancomat senza dare in cambio nemmeno una carezza sincera.

Alcune donne incastrano gli uomini in incubi di matrimoni senza amore solo per la propria sicurezza. Alcune donne lasciano i mariti per uomini che danno loro di più, privandoli del calore di una famiglia, dissanguandoli economicamente e negando loro talvolta anche l'amore e la presenza dei figli.

Alcune donne uccidono i loro bambini.

Alcune donne sminuiscono i loro compagni con una violenza psicologica grave tanto quanto la violenza fisica. Li fanno sentire dei falliti e li privano di ogni conforto umano.

 

Naturalmente non tutte le donne sono così. E naturalmente non tutti gli uomini uccidono, maltrattano e picchiano.

 

Alcune persone sono semplicemente cattive, maleducate, allevate con un linguaggio di violenza e prevaricazione che hanno fatto loro.

Bisogna sforzarci di riconoscere i propri difetti e di migliorarsi.

 

Io credo che oggi festeggiare la festa della donna andando a vedere uno spogliarello maschile sia degradante.

Io credo che oggi festeggiare la festa della donna non abbia semplicemente alcun senso.

Bisognerebbe che ci fosse - ogni giorno- la festa del genere umano, del rispetto reciproco, dei valori, del buon senso, della famiglia, della comunità, della fede - in qualunque Dio - , dell'umiltà, dell'amore.

Bisognerebbe che ci fosse un po' più di educazione e di empatia. Bisognerebbe ogni tanto mettere gli altri prima di se stessi.

 

E, sopratutto, bisognerebbe smettere di credere di essere migliori solo perchè donne.

E incominciare ad essere migliori come persone.

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Commenti: 1
  • #1

    Sa (venerdì, 08 marzo 2013)

    Splendido.. e verissimo!