Il velo da sposa

Ci stiamo rilassando...

 

Ora che tutto pare cominciare a girare bene abbiamo un attimo allentato la morsa ferrea con cui stavamo portando avanti il progetto, e stiamo anche cominciando a goderci l'idea del matrimonio.

 

Possibile vi chiederette? Ebbene sì, e lo dimostra il fatto che mi sto addirittura facendo una conoscenza su usi, costumi e tradizioni relativi al matrimonio!!

 

Stupefatti? Io personalmente di me stessa molto! :p

 

Così oggi ho letto qualcosina relativo al velo da sposa...complice un libro che sto divorando(romanzetto leggero ma molto divertente, ve lo consuiglio, è "Delirio di una notte di mezza estate" di David Safier) che mi ha fatto tornare un filino romantica (passerà presto, non temiate!!).

 

Insomma, leggendo e curiosando qua e là ne son vednute fuori delle belle...

 

L’usanza di indossare il velo da sposa si tramanda da secoli ed ha assunto negli anni significati e forme diversi. La prima memoria storica di tale tradizione risale addirittura agli Assiri nel 13 secolo avanti Cristo.
Al tempo dei Greci e dei Romani i matrimoni erano spesso combinati dalle famiglie che, per evitare sconvenienti respingimenti, nascondevano il viso della sposa fino al termine della cerimonia. Capito che furboni??? :p

 

In altre culture il velo ha rappresentato modestia, purezza o castità o veniva indossato per superstizione, per allontanare gli spiriti malvagi. Nel Medioevo il Velo da sposa era fatto di tanti strati di lino sovrapposti, fissati alla testa attraverso fili d’oro e di perline. Il velo serviva a proteggere la sposa dal malocchio e dalla mala sorte, ed era alquanto pesante..povere criste, cosa non è toccato alle donne nel corso dei secoli!!! O_o

 

Nel Novecento il velo diventa un accessorio inscindibile dal vestito e la sua lunghezza e il tessuto cambieranno prima in base a fattori storici ed economici, poi alle tendenze della moda, fino ad arrivare al gusto personale.Ad esempio, negli Anni Venti il velo è un lungo strascico, spesso fatto di un unico strato, ma arricchito con preziosi ricami, che raggiungeva lunghezze anche impressionanti. Negli Anni Trenta si accorcia e si adegua alle acconciature, diventate man mano più complesse e alla presenza di diademi e perle intrecciate sul capo.

 

Il velo testimoniava un tempo la castità prematrimoniale della donna, tanto più se lungo. Attorno agli anni 60 si tramandava di madre in figlia, soprattutto se la propietaria aveva goduto di un felice matrimonio.

 

Il significato del velo cambia anche a seconda della cultura. Ad esempio, nella tradizione giapponese è usato per nascondere simbolicamente la gelosia della sposa, il suo ego e il suo egoismo.

In Africa le spose non indossano un velo, ma un copricapo abbinato al vestito.

In Cina donne indossano un elaborato copricapo (una specie di corona) dal quale nell’antichità scendeva sul viso, a coprire il volto, un velo rosso la cui funzione era celare il volto della sposa agli occhi degli invitati e dello sposo: l’uomo avrebbe visto per la prima volta il viso della moglie una volta divenuto suo marito, nella prima notte di nozze.

 

Dopo tutte queste infomazioni raccolte..beh...ora so che quando da bambina mi avvolgevo nelle lenzuola e sfilavo lo facevo per retaggio culturale :p

 

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